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Contrada Stazione

Contrada Stazione

La nostra storia, la nostra gente

Non è solo storia: è identità, appartenenza e orgoglio.

È la forza di una Contrada che, da generazioni, fa battere il cuore di chi la vive.

  • La Contrada Stazione nasce nel 1968 sotto la guida di Don Giovanni Turchi. Lo stemma raffigura un cane lupo con una fiaccola in bocca, simbolo che si ispira alla leggenda di San Domenico: si narra che la madre del santo, ebbe una visione alla sua nascita di un cane con una fiaccola in bocca. Il riferimento è visibile nella chiesa di San Domenico accanto ad un'edicola mariana di fine 17° secolo. I colori scelti per rappresentare la Contrada sono il bianco, il rosso e il blu, che si fondono nella fiamma tricolore della fiaccola: il bianco come simbolo di purezza e innocenza. Il rosso, emblema di valore e coraggio. Il blu, segno di perseveranza ed umiltà.

  • Nei primi anni venne disegnato lo stemma di Contrada, cuciti i primi vestiti e dipinte le bandiere. Gli abiti vennero progettati e prodotti dalla sartoria del regista e scenografo Franco Zeffirelli a Firenze. Tra i personaggi più significativi di quel periodo ricordiamo: Casini Liberale, Marchi Eliseo, Falini Mario, Bindi Claudio, Rossi Giuliano, Grotti Enzo e Dringoli Mauro, figure decisive per la nascita e lo sviluppo iniziale della Contrada. Nel 1977 la Stazione conquistò finalmente il suo primo palio.

  • Nel 1987 la presidenza fu affidata a Massimo Bolici, un giovanissimo e appassionato contradaiolo. Promotore di numerose iniziative a favore dell'aggregazione, soprattutto dei più giovani, grazie al suo entusiasmo riuscì a riportare alla luce i Campini di Don Giovanni, luogo di incontro e di divertimento per tanti torritesi. È sua inoltre l'idea della "Cena Propiziatoria", con la prima edizione datata 21 Marzo 1986: inizialmente derisa dalle altre contrade, si dimostrò un grande momento di condivisione e divertimento, tanto da essere replicata da tutti fino ad oggi. Nel 2001, sotto la sua direzione, venne inaugurata la nuova sede.

  • Nel 2024, dopo una difficile decisione, Massimo Bolici lascia la Contrada per intraprendere un nuovo percorso come dirigente della Sagra San Giuseppe. Con 37 anni di ininterrotta presidenza, Bolici è stato il presidente più longevo della storia del Palio. Visionario sulla scelta dei fantini, custode delle tradizioni e persona fondamentale nell'elevare il nome e il prestigio della Contrada Stazione. A raccoglierne l'eredità è stato eletto Riccardo Rossi, un giovane e volenteroso contradaiolo, che aveva già ricoperto la carica di vice-presidente. A lui il compito di guidare la Contrada verso nuovi successi.  

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